Post trovato sulla cache di google del sito undicom.it, mi sembrava interessante salvarlo dall’oblio.

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Il fumo uccide, l’arrosto pare di no

A cercare il senso (non il significato, quello è ovvio) delle scritte terroristiche presenti sui pacchetti di sigarette, viene come il sospetto che ci sia qualcosa che non va. A che cosa servono? E, soprattutto, a chi?
E’ da un po’ di tempo che il pacchetto di sigarette si pone come l’interlocutore più vicino al fumatore in materia di danni da lui stesso provocati. E’ come se il boia fosse colui che mi spiega che a giocare con le lame si rischia di tagliarsi.
Ma a prescindere dalla contraddizione insita nella questione, a cercare il senso (non il significato, quello è ovvio) delle scritte terroristiche presenti sui pacchetti di sigarette, viene come il sospetto che ci sia qualcosa che non va.
A che cosa servono? E, soprattutto, a chi?

Si sta cercando di far passare il concetto che le scritte servano al fumatore per apprendere che il fumo fa male e, di conseguenza, indurlo a smettere. E che lo stato, imponendole, ci protegga.
Ah si?
Bene, prendiamolo per buono. Sono un fumatore e sono inconsapevole dei danni, reali o presunti, che il fumo provoca. Compro le mie sigarettine e, leggendo il pacchetto, apprendo che il fumo provoca dipendenza e che il medico ed il farmacista possono aiutarmi a smettere. Ne devo dedurre che di malattia si tratta. Che devo essere curato.

A questo punto mi aspetto che venga applicato su di  me trattamento analogo ad altro genere di dipendenza. Come prima cosa, dunque, mi reco dal medico e richiedo il rilascio di un certificato che attesti la mia dipendenza dal fumo, con il quale, data la mia sfortunata condizione, giustificare il fatto che io fumi in qualunque momento la mia dipendenza melo imponga, ovunque mi trovi. Soprattutto in luoghi e/o situazioni che mi impediscano di uscire all’aperto per farlo, tipo ricovero in ospedale, viaggio sul treno, coda all’ufficio postale, sul mio posto di lavoro ecc..
Dopodichè mi aspetto la comprensione e la commiserazione di tutti quelli a cui mostro il certificato in quanto a conoscenza della mia condizione di malato grave, a rischio di vita (il fumo uccide, ricordate?).

Fatto ciò pretendo, a spese del servizio sanitario nazionale, cure psicologiche che mi aiutino ad affrontare il fatto che sto per morire e che, con ogni probabilità sto per uccidere i miei figli (fumo passivo), un trattamento terapeutico funzionante che elimini dal mio organismo i danni causati dal fumo e un trattamento terapeutico funzionante che mi aiuti a smettere. In questo tempo, ovvero mentre sono ancora preda della mia dipendenza, il servizio sanitario nazionale deve rifornirmi della mia dose quotidiana di nicotina, ovviamente della mia marca preferita.

Ottenuto quanto preteso, mi salvo. Guarisco. Non sono più dipendente, non fumo più. Non sono più in pericolo di vita, mi sento un uomo nuovo. Decido di fare del volontariato, per dare il mio contributo al combattimento di questa tremenda malattia: la dipendenza dal fumo. Anzi, perchè limitarsi? Fondo un’associazione che si occupa di obbligare delle scritte analoghe a quelle dei pacchetti a tutte le tazzine da caffè, le carte di cioccolato e qualsiasi contenitore io venga a scoprire il potere invasivo del suo contenuto. La notte me ne vado in giro per le strade cercando di convincere i pusher del rione a distribuire ai loro clienti opuscoli illustrativi sui danni provocati dalla droga. E siccome ho visto mia cugina fumare chiedo al giudice che imponga un Trattamento Sanitario Obbligatorio.
E avanti di questo passo.

Sembra un’assurdità?
Può darsi. Sentite questa altra però.

Sono un fumatore inconsapevole e apprendo dalle scritte sui pacchetti l’estrema nocività del fumo. Leggo meglio il pacchetto alla ricerca di chi me lo ha venduto. Trovo un’altra scritta, stavolta più misteriosa: MONITAL.
Ma come?
Lo stato (apposta minuscolo) con l’unghia del mignolo della mano sinistra mi protegge e con il pugno della destra cerca di uccidermi? Perchè mi viene a raccontare che fumare mi fa tanto male e poi ci guadagna più di tutti dalla vendita delle sigarette?
Ma se veramente fanno tanto male perchè non le vietano? E se non fanno poi così male da vietarle, perchè le scritte?
Io, fumatore inconsapevole e bisognoso delle scritte per apprendere, mi sento confuso.
Quindi, nel cercare di fare chiarezza dentro di me, racconto un’altra storia.

L’ambivalenza statale su fumo, alcool e simili è nota a tutti, tuttavia è il caso di approfondirla perchè non si limita a guadagnare su ciò che cerca di allontanare, ma si estende al messaggio implicito al suo comportamento.
Da una parte mi dice: caro mio io ti ho avvisato. Il mio compito protettivo nei tuoi confronti e nei confronti di chi ti circonda è assolto. Non ti vieto di fumare perchè nuocere a te stesso è una libera scelta, io devo solo renderti più consapevole. Ma sei tu il solo responsabile delle tue azioni. Quindi, se fumi, sono affari tuoi.
Dall’altra parte invece alimenta la mia dipendenza prendendosi lui la responsabilità di limitare in ogni modo la mia presunta libertà di fumare e quella altrui di non stare nei miei pressi mentre lo faccio. Ma soprattutto giustifica eticamente le spropositate tasse che impone sul fumo.
A questo punto le scritte servono allo stato (non a me fumatore) per far finta di aver svolto i suoi compiti , di aver preso una decisione, di essersi schierato a favore della mia salute e di essere desideroso di guidare un popolo di non-fumatori. Scelte condivisibili, se fossero reali.

Purtroppo non è tutto qui, magari.
Lo stato, con le sigarette ci guadagna. Ma quanto guadagna?
Facciamo due conti. Per difetto. In Italia siamo circa 60 milioni. Diciamo che fuma 1 su 6 (sono di più). Diciamo che quell’uno fuma mediamente un pacchetto al giorno (è di più). Diciamo che lo stato intasca 1 euro a pacchetto (è MOLTO di più).
Fanno 10.000.000 di euro. AL GIORNO. Fanno 3.650.000.000 di euro all’anno. 7.000 miliardi di Lire. Soldi che servono per finanziare varie cose, tra le quali quel Servizio Sanitario Nazionale ipotetico erogatore di certificati.

Io dico che lo stato non può permettersi un popolo di non-fumatori.

Quindi lo stato impone le scritte, promulga divieti e vessa in ogni modo i fumatori consapevole del fatto che ha bisogno di loro. Quindi speranzoso che essi seguitino a fumare? Io dico di più: sicuro che essi seguitino a fumare. Consapevole dell’inadeguatezza dei mezzi messi a disposizione per ottenere un popolo di non-fumatori, ma buoni per millantare detta intenzione.

Vi pare assurdo? Più o meno assurdo della storia del certificato?

Secondo me ci stanno prendendo per il culo. Ricambio il fastidio con questa pigna e invito chiunque a partecipare alla discussione.

Created by Euro
Last modified 09-12-2004 14:40

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